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Domenica, 07 Dicembre 2014 11:31

Controllo I.N.C.A.S. In evidenza

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scoliosi

 

Il controllo INCAS, acronimo di “Impeachment Neuro-Muscolar Control At Structural”, ovvero “Blocco Neuro-Muscolare a Controllo Strutturale”, e una condizione che si instaura quando i movimenti non vengono attivati dalla funzione volontaria, ma bensì dalla condizione strutturale.

Possiamo notare come in tutti gli stadi strutturali di compensazione, alcuni muscoli si attivano al di là della volontà intrinseca della persona soggetta a problemi di dismetria con compenso sul rachide in maniera strutturale (rotazione metamerica), proprio perché la rotazione permanente instaura un processo di informazione afferente continua al sistema nervoso, il quale deve rispondere con un processo effettore di attivazione permanente di contrazione muscolare, che non risponde alla normale condizione fisiologica, e cioè che la funzione governa sulla struttura, in questo caso il controllo INCAS, prende il sopravvento e la struttura governerà la funzione.

L’attivazione neuro-muscolare volontaria non solo permette il movimento secondo schemi automatici fisiologici, in direzione, verso e intensità desiderata, ma permette attraverso l’attivazione massimale o sub massimale delle fibre muscolari, di dosare la quantità di forza e di  lavoro con conseguente risparmio energetico di una certa rilevanza, questo è il cosiddetto principio del reclutamento ordinato, in base al quale vengono classificate tutte le unità motorie di un dato muscolo.

Tutto questo non accade nei movimenti INCAS , dove invece le masse muscolari per una disfunzione adattativa di tipo strutturale, non controllano l’automatismo fisiologico del movimento, nella direzione, verso e intensità desiderato, anzi si evidenzia attraverso elettromiografia  un incremento di attivazione dei ponti acto-miosinici,  che aumenta non solo la quantità di lavoro in quel distretto interessato, ma interferisce anche sul dispendio energetico, sicuramente più elevato, con un squilibrio omeostatico del metabolismo energetico, ancor più interagisce sul metabolismo del calcio, in quanto l’arrivo dell’impulso elettrico induce il reticolo sarco-plasmatico  a rilasciare grandi quantità di ioni di Ca2+, i quali si legano alla troponina sui filamenti di actina, per dare l’avvio al processo di contrazione, immaginando che questo sistema sia a ciclo chiuso, si avrà un perdita di calcio non indifferente con conseguente patologie legate alla perdita di questo minerale.

Da ciò possiamo desumere che le condizioni delle leggi di Fryette rispondono solo ed esclusivamente a tipologia di movimento INCAS, solo in questo caso la correzione secondo tali leggi (flessione/estensione, side, rotazione), possono essere esatte.

Faccio notare che non è corretto eseguire manovre osteopatiche su una colonna con dismetria degli arti inferiori e compenso dorso-lombare, in quanto non sussiste la condizione, per cui ad una flessione laterale del tronco (side), nel piano frontale, in uno schema di flessione o estensione, obbligatoriamente induce una rotazione metamerica, anzi risulta da rilievi elettromiografici il netto contrario, visto che i metameri non compensano il side, con una rotazione, ma bensì con lo spostamento del nucleo polposo del disco intervertebrale dal lato di maggior pressione a quello di minor pressione, rendendo la flessione una compensazione e non una scoliosi altrimenti strutturale, infatti in questo caso si assiste al coinvolgimento dei movimenti INCAS, i quali determinerebbero uno spostamento dei processi spinosi e delle trasverse, la condizione per cui nelle scoliosi compensative esiste una protuberanza delle masse muscolari dal lato della convessità, non è per una rotazione delle vertebre, ma dovuto allo schiacciamento delle masse muscolari del rachide nel piano frontale in relazione alla flessione laterale con conseguente protuberanza in senso antero-posteriore o sagittale delle masse stesse.

Non dimentichiamoci che una scoliosi compensatoria da dismetria degli arti inferiori, è un alterazione funzionale della stazione eretta, infatti la deviazione si riduce interamente in posizione supina con il bacino ben equilibrato.

Inoltre esistono movimenti di scivolamento sui piani sagittali e frontale la cui gravità spiega la dislocazione in alcune scoliosi, altri movimenti inducono la rotazione automatica accompagnata dalla flessione laterale, questa rotazione è una delle componenti più importanti delle scoliosi strutturate (contollo INCAS), infatti mentre l’arco posteriore è mantenuto solidamente da muscoli e legamenti potenti, i corpi vertebrali, soprattutto nella regione dorsale, sono ricoperti quasi solo dalla pleura, nella regione lombare, essi sono protetti soltanto dallo psoas le cui fibre longitudinali offrono poca resistenza allo spostamento, questo è uno degli elementi importanti nella rotazione vertebrale che coinvolge le coste, nelle scoliosi gravi, dove la compressione del disco, il cui nucleo polposo si sposta dal lato della convessità che è più aperto, e la retrazione dei legamenti della concavità che si portano verso la corda dell’arco, accresce lo squilibrio, per compensare quest’ultimo, i muscoli della concavità diventano ipertrofici di conseguenza entrano in un circolo vizioso di afferenze come sopra descritto.

Se consideriamo una scoliosi poliomielitica (danno asimmetrico dei muscoli paravertebrali e del quadrato dei lombi), questa scoliosi dimostra la complessità dei vari processi:

  1. Evolvono severamente solo nei bambini; le stesse paralisi nell’età adulta non deformano le vertebre.
  2. Sono legate solamente in parte ai danni muscolari, il virus poliomielitico infatti colpisce i centri trofici midollari.
  3. Nel caso di paralisi unilaterale isolata il rachide, in un soggetto in piedi o seduto, si inclina dal lato della paralisi per essere pio sostenuto dai muscoli sani del lato opposto.
  4. L’evoluzione fibrotica di alcuni gruppi muscolari (quadrato dei lombi, medio gluteo), crea retrazioni irriducibili, infatti il soggetto nella ricerca di un equilibrio per la stazione eretta o seduta troverà con un controllo INCAS un compenso nell’obliquità del bacino.
  5. A lungo andare il controllo INCAS, prenderà il sopravvento e il soggetto non avrà più la possibilità di stare in stazione eretta senza apparecchiatura di sostegno.

La perdita di forza dei gruppi muscolari da origine a deformazione del rachide sempre più rilevanti con conseguente aggravamento delle lesioni iniziali.

Una volta che una curva viene stimolata e si stabilisce un carico asimmetrico continuo da controllo INCAS, le forze meccaniche imposte dal carico asimmetrico determinano una deformazione delle strutture della colonna vertebrale, tale deformità a sua volta crea un nuovo livello di carico asimmetrico fisso che porta a una progressione continua, quindi il circolo vizioso definisce un paradigma nel quale il carico vertebrale asimmetrico fisso è sia la causa che l’effetto, e spiega per quale motivo il pericolo di progressione è cosi alto nei periodi di crescita rapida, in quanto il controllo INCAS inibisce realmente la crescita all’interno degli elementi vertebrali interessati influisce sull’espressione dei geni responsabili della struttura e della funzione dei piatti di crescita del rachide, questi cambiamenti a loro volta , stimolano lo sviluppo e la progressione della scoliosi a meno che un azione compensatoria non controbilanci gli effetti biomeccanici del controllo INCAS.

Non dimentichiamoci che le rotazioni che avvengono sull’asse longitudinale delle vertebre sono generate dal movimento, e che tutti i nostri movimenti sono dei movimenti circolari, che avvengono attraverso gli assi e i piani e dunque trasdotti in movimenti lineari, questo ci fa capire che le rotazione avvengono quasi sempre attraverso gli schemi incrociati dei movimenti dinamici; Visto che la maggior parte delle correzioni osteopatiche avvengono in posizione di scarico, ovvero da supino, prono, decubito laterale ecc., e che generalmente vanno ad interessare 2 assi di movimento in quanto il terzo asse viene inibito dalla posizione assunta sul lettino che risulta essere di tipo statico, tanto basta a far riflettere che le posizioni lumbar-roll( è una posizione in cui il paziente viene adagiato sul lettino prima di effettuare qualsiasi manovra sull’ileo, sul sacro o sul segmento lombare, la posizione stessa determina una contro rotazione tra arti inferiori e quelli superiori), determinano una condizione di rotazione indotta dall’osteopata, per cui se di base non esiste una condizione patologica strutturale, un trattamento osteopatico manipolativo, diventa controindicato nei casi di scoliosi compensatoria da dismetria degli arti inferiori.

ELETTROMIOGRAFIA DI UN PAZIENTE NON SOGGETTO A CONTROLLO INCAS

emg incas

 

Tratto da: Eterometria degli arti inferiori e conseguenze adattative sul rachide

Dispensa di Ricerca Osteomedicina 2011 del Prof. Cirillo D.O. Miriani 

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