Informativa

Venerdì, 04 Settembre 2015 18:18

Effetto a breve termine della manipolazione spinale sulla percezione del dolore, Mobilità spinale, e recupero completo dell’altezza in soggetti di sesso maschile con Malattia degenerativa del disco: uno studio clinico controllato randomizzato

Fig3

Felipe Vieira-Pellenz, PT, PhD,a A´ ngel Oliva-Pascual-Vaca, PT, PhD,bCleofa´s Rodriguez-Blanco, PT, PhD,b Alberto Marcos Heredia-Rizo, PT, PhD,bFranc¸ois Ricard, DO,c Gine´s Almaza´n-Campos, PT, PhDc

From the aDepartment of Physical Therapy, Faculty Dom Bosco, Curitiba, Parana´, Brazil; bDepartment of Physical Therapy, Faculty of Nursing,Physiotherapy and Podiatry, University of Sevilla, Sevilla, Spain; and cMadrid Osteopathic School, Madrid, Spain.

Abstract

Oggetto: Per valutare l'effetto a breve termine sulla mobilità della colonna vertebrale, la percezione del dolore, meccano-sensibilità neurale, e pieno recupero dell'altezza dopo la manipolazione spinale ad alta velocità e bassa ampiezza (HVLA) nella giunzione lombo-sacrale (L5-S1) .

Progetto: Studio clinico controllato randomizzato, procedura doppio-cieco, con valutazioni al basale e dopo l’intervento.

Ambiente: Clinica di ricerca fisioterapica con sede universitaria.

Partecipanti: Uomini (40; età media± SD, 38 ± 9.14) con diagnosi di malattia degenerativa lombare alla L5-S1 sono stati suddivisi in modo casuale in 2 gruppi: un gruppo di trattamento (TG) (n = 20; età media± SD, 39 ± 9.12) e un gruppo di controllo (CG) (n = 20; età media ± SD, 37 ± 9.31).Tutti i partecipanti hanno completato l'intervento e le valutazioni di follow-up.

Interventi: Una singola tecnica  di manipolazione spinale a L5-S1 (pull-move) è stata eseguita nel TG, mentre il CG ha ricevuto un solo intervento placebo.

Principali risultati di misura: la misura includeva la valutazione dell'altezza del soggetto con uno stadiometro.Le misure secondarie comprendevano lombagia percepita, valutata utilizzando una scala analogica visiva;meccano-sensibilità neurale, valutata utilizzando il test passivo di sollevamento della gamba tesa (SLR);e la quantità di mobilità della colonna vertebrale in flessione, misurata utilizzando il test della distanza dito-suolo (FFD).

Risultati: Il confronto all’interno dei gruppi ha indicato un significativo miglioramento di tutte le variabili nel TG (P <.001).Non ci sono stati cambiamenti nel CG, fatta eccezione per il test di FFD (P = .008).Nel confronto tra i gruppi delle differenze medie dal pre al post-intervento, c'era significatività statistica per tutti i casi (P <.001).

Conclusioni: Una manipolazione spinale HVLA nella giuntura lombosacrale eseguita su uomini con malattia degenerativa del disco migliora immediatamente il dolore auto-percepito, la mobilità della colonna vertebrale in flessione, la flessione dell'anca durante il test passivo SLR, e la completa altezza dei soggetti.Gli studi futuri dovrebbero includere le donne e dovrebbero valutare i risultati a lungo termine.

Archives of Physical Medicine and Rehabilitation 2014;95:1613-9 ª 2014 by the American Congress of Rehabilitation Medicine

La malattia del disco intervertebrale lombare è una delle cause maggiori di lombalgia (LBP) negli individui affetti da disordini alla spina dorsale, toccando circa il 16% dei pazienti. Un 80% della popolazione dei paesi industrializzati ha vissuto episodi di forti LBP durante la vita, con la degenerazione del disco come patologia più comune negli adulti e contando il 90% di casi di chirurgia. I soggetti con disordini sintomatici al disco incorrono nella più alta spesa di assistenza clinica tra quelli che lamentano altra diagnosi di LBP. Tuttavia, l’eziologia di LBP appare essere multifattoriale, e ciò rende la sua diagnosi e trattamento ancora controversi. Anche se la manipolazione spinale (SM) è stata connessa a cambiamenti positivi nei meccanismi di processo centrale del dolore, ci sono rapporti conflittuali in riguardo all’impatto che la SM ha sulla percezione del dolore in pazienti affetti da LBP. Comunque, le conclusioni sono limitate dall’esiguo numero di studi. Qui sembrano esserci alcune prove dell’efficacia della manipolazione spinale HVLA nei disordini lombari IVD. La manipolazione spinale ha dimostrato di diminuire il dolore e migliorare la funzione nella degenerazione del disco lombare sintomatico. Al contrario, poco si sa circa la risposta di meccano-sensibilità neurale delle estremità inferiori dopo il trattamento di manipolazione. La rottura strutturale del IVD (perdita di capacità idrostatica del nucleo) durante la degenerazione del disco può finire portando ad una perdita dell’altezza del IVD e ad una possibile riduzione del ROM spinale. La DD, tuttavia, è stata anche positivamente correlata alla flessibilità segmentale della spina lombare. Il restringimento dell’altezza del IVD è stato associato ad una serie di problemi di LBP, anche se nessuna relazione tra LBP  e altezza del IVD è stata evidenziata in altri studi. L’effetto cumulativo della perdita di liquido dell’ IVD in risposta allo stress meccanico può cambiare l’altezza misurata del soggetto (restringimento spinale). Inoltre le limitazioni del ROM dell’anca in soggetti con DD appaiono essere di particolare importanza, poiché la mobilità dell’anca influenza i carichi sulla parte inferiore della schiena e una ridotta ROM dell’anca può anche essere collegata a LBP. Approcci conservativi sembrano essere l’opzione migliore per la DD associata a LBP. Quindi, l’obiettivo dello studio è stato valutare, in soggetti con DD lombare, l’effetto immediato della manipolazione HVLA lombosacrale su (1) l’altezza dei soggetti, (2) LBP auto-percepito, (3) meccano-sensibilità neurale e (4) mobilità spinale in flessione.

Metodi

Progetto

Si tratta di uno studio clinico controllato randomizzato con procedura doppio-cieco. Il protocollo di studio è stato approvato dal “the Ethical and Research Committee of Faculty of Dom Bosco, Curitiba, Paranà, Brasil (registration no. CAAE 0002.0.301.000-11). Tutti i partecipanti hanno firmato un consenso informato scritto, così come stabilito da un comitato istituzionale di revisione. Il protocollo di studio è stato condotto in accordo alla Dichiarazione di Helsinki.

Processo di randomizzazione

La sequenza random è stata ottenuta usando il sito web www.randomization.com e un collaboratore esterno ha impedito l’accesso alla sequenza per quelli che partecipavano allo studio.

 Fig1

Blinding

Prima della randomizzazione, i partecipanti hanno ricevuto informazioni generali circa lo studio e sono stati informati del fatto che diverse tecniche sarebbero state confrontate. I soggetti e i valutatori che hanno registrato e analizzato i dati sono rimasti ignari a proposito dei gruppi di assegnazione.

Dimensione del campione

La dimensione del campione è stata calcolata usando il software Granmo versione 7.12. Per un contrasto bilaterale e accettando un valore α di .05 e un rischio β di .01, sono stati richiesti 18 soggetti per il gruppo di studio,per individuare una differenza ≥ 17.5% nel confronto dei valori dello stadiometro  tra i gruppi. Un 15%  di SD è stato assunto, insieme con uno stimato tasso di perdita del 10% di follow-up.

Partecipanti allo studio

Un totale di 56 uomini è stato valutato per una possibile partecipazione. Sulla base di un campionamento non probabilistico di convenienza, i partecipanti sono stati conseguentemente reclutati dall’investigatore principale dello studio clinico. Il protocollo di ricerca è stato implementato in una clinica di ricerca fisioterapica con sede universitaria da Marzo a Ottobre 2012. Del numero totale di partecipanti, 16 sono stati esclusi per diverse ragioni (Fig.1). il campione finale includeva 40 uomini (età media ± SD, 38 ± 9.14) con una diagnosi di DD alla giuntura lombosacrale. I partecipanti sono stati assegnati in maniera random a uno dei due gruppi studio: un gruppo di controllo (CG) (n=20) e un gruppo di trattamento (TG) (n=20). Non è stata registrata nessuna perdita al follow-up durante la raccolta dati e la fase di analisi.

Criteri di inclusione/esclusione

I criteri di inclusione erano i seguenti: (1) uomini di età compresa tra i 18 e i 55 anni, (2) indice di massa corporea standard (tra i 20 e i 25 kg/m²), (3) testimonianza di imaging (MRI) per assicurare la diagnosi clinica di DD, basata sulla presenza o assenza di degenerazione nella IVD lombosacrale, e (4) LBP (non è stato specificato un minimo di intensità) con o senza dolore che si irradia alle estremità inferiori oltre il ginocchio, in accordo con le categorie 1 e 2 del Sistema di classificazione del Quebec Task force. I fattori di esclusione sono: (1) il fumo, (2) passato di alcolismo o assunzione di alcol nelle 24 ore precedenti la raccolta dati, (3) sportivi professionisti (sono stati trovati in questi soggetti cambiamenti nei parametri di risposta meccanica), (4) diagnosi di ernia mediana, frammentata o migrante, (5) sindrome di cauda equina, (6) generali controindicazioni alla manipolazione spinale, (7) intervento chirurgico per DD, (8) dolore radicolare o radicolopatia, o entrambe, con la presenza di segni neurologici, e (9) manipolazione spinale nei tre mesi precedenti la raccolta dati.

Protocollo di raccolta dati

I partecipanti sono stati oggetto di protocollo di  valutazione e intervento insieme in 1 sessione che

Fig2

 


Figura 1. Diagramma di flusso in accordo con la dichiarazione del CONSORT (CONsolidated Standards of Reporting Trials) per i report sugli studi clinici controllati randomizzati

era durata approssimativamente un ora. L’intervento era stato condotto tre minuti dopo la valutazione, e il processo di ri-valutazione ha avuto inizio tre minuti dopo l’intervento. Il terapista in carica per l’intervento aveva più di otto anni di esperienza clinica nel campo della terapia manuale. Il protocollo di raccolta dati prima dell’intervento è stato condotto così come dichiarato sotto. Quest’ordine è stato mantenuto dopo l’intervento, eccetto la misurazione con stadio metro, che era stata eseguita prima nella valutazione post-intervento.

Misure di risultato

Valutazione del LBP auto-percepito

LBP è stato misurato con una scala visuo-analogica (VAS). Il VAS consiste in una striscia orizzontale di 100 mm che oscilla da 0mm  (nessun dolore) a 100mm (dolore acuto) , dove il soggetto segna il suo dolore percepito. Il VAS è uno strumento efficace ed appropriato per misurare il dolore acuto e cronico. Ai soggetti era chiesta l’intensità del dolore in quel preciso momento.

ROM del test passivo di sollevamento della gamba tesa

La meccano-sensibilità neurale è stata osservata attraverso il test SLR. La comparsa iniziale del dolore e del malessere erano la fine del test. In questa posizione un goniometro è stato utilizzato per misurare la ROM dell’anca in flessione. L’arto inferiore che aveva presentato dolore irradiato veniva scelto per essere valutato. Nei casi in cui c’era solo un LBP in linea mediana (midline LBP) o allo stesso modo un dolore radicolare, la ROM del test passivo SLR dell’arto inferiore con una peggiore performance veniva presa come valore di riferimento. Tra le diverse considerazioni, il test passivo SLR è “positivo” quando c’è un’asimmetria identificata tra i due arti inferiori. Il test passivo SLR è considerato uno strumento di facile utilizzo, con un’affidabilità (coefficiente di correlazione intraclasse) del .87 (95% intervallo di confidenza, .69-.95).

Mobilità spinale in flessione (test della distanza dito-suolo, FFD test)

La mobilità spinale è stata valutata utilizzando il test FFD. Questo valuta la massima mobilità spinale in flessione, ed è un possibile indicatore di limitazioni funzionali. Il test FFD è stato condotto in accordo alla metodologia stabilita. Questo test è considerato facile da condurre ed ha un alto livello di affidabilità tra gli esaminatori medici.

Stadiometro

Lo stadiometro misura le variazioni di altezza e la quantità di compressione del IVD causata dalla pressione alla colonna vertebrale. È stato seguito il protocollo descritto da Rodacki et al. I partecipanti sono stati considerati sufficientemente allenati quando dopo 5 valutazioni consecutive, le misurazioni hanno mostrato una SD di <0.5mm. L’altezza della persona è stata misurata dopo lo stare in piedi per 90 secondi nello stadiometro per permettere alle strutture del corpo di raggiungere il loro equilibrio. Per evitare aggiustamenti posturali, sono state posizionate barre metalliche fisse su diversi punti anatomici. Il righello del trasduttore digitale è stato posizionato nel centro di gravità sopra la testa. Il soggetto è rimasto allo stadiometro per tutto il tempo delle misurazioni, invece di utilizzare un metodo “dentro-fuori”. Lo stadiometro è un metodo non invasivo che ha validità comprovata ed è più facile da utilizzare e meno costoso della MRI.

 

Interventi

Manipolazione spinale nel TG

La tecnica di manipolazione spinale (pull-move) è stata eseguita in accordo con la tecnica descritta in precedenti report di ricerca. Il partecipante era in  posizione sdraiata sul lato. La parte superiore del corpo era girata ad introdurre una torsione e una flessione laterale della spina lombosacrale. In seguito il terapista ha mosso l’area di contro rotazione verso il segmento da manipolare (Fig.2).

La spinta è stata eseguita velocemente, in una breve ROM.

Manovra placebo nel CG

Nel gruppo di controllo, dopo aver posizionato il soggetto in posizione sdraiata sul lato con flessione dell’anca e del ginocchio, non è stata aggiunta nessuna tensione meccanica, poiché non è stata eseguita nessuna rotazione della parte superiore del corpo ne spinta manipolativa. La posizione è stata mantenuta per lo stesso tempo così come stimato nel gruppo TG.

Fig3

Figura 2. Tecnica pull-move nel gruppo di trattamento.

Analisi dei dati

L’analisi descrittiva e inferenziale dei risultati è stata eseguita utilizzando il software gratuito BioEstat 5. La media, la SD e l’intervallo di confidenza 95% sono stati calcolati per le diverse variabili. L’analisi statistica è stata condotta considerando la significatività con un valore di P<.05. Il test di D’Agostino ha valutato la normalità delle variabili di studio. Solo LBP auto-percepito ha seguito una distribuzione anormale (P>.05). Il confronto tra i due gruppi è avvenuto utilizzando il test t di Student per le variabili quantitative, e il test del chi-quadro per le variabili categoriali. Nella comparazione infragruppo, il test t di Student è stato utilizzato per analizzare le variabili parametriche dipendenti, mentre il test test U di Mann-Whitney è stato utilizzato per la variabile non parametrica. L’analisi della varianza per le misure ripetute (test dell’analisi di varianza) con il gruppo, ha permesso di osservare le differenze infragruppo. Il test di correlazione (Pearson o Spearman) è stato eseguito per valutare  l’associazione tra variabili estranee e variabili dipendenti.

Risultati

I risultati di (baseline), per quanto riguarda gli aspetti clinici e le misure di risultato finale sono inclusi nella tabella 1.

Fig4

Nessuna differenza significativa è stata trovata nella comparazione intergruppo (P>.05), eccetto nel caso del test passivo di SLR (P0.004). Tabella 2 elenca i valori pre- e post-intervento e l’analisi dei cambiamenti infragruppo. Tutte le variabili dello studio mostrano un miglioramento significativo nel TG (P<.001). Al contrario, non ci sono state delle differenze infragruppo nel CG (P>.05) eccetto per il test FFD (P=.008).

La tabella 3 riporta il confronto tra i gruppi circa i cambiamenti di punteggio medio dopo l’intervento (P<.001 in tutti i casi). L’analisi tra i gruppi ha indicato significatività nel caso di LBP (P<.001;F1,38=21.03; R²=.35), ROM dell’anca in flessione durante il test SLR (P<.001;F1,38=50.05; R²=.56), della mobilità di flessione nel test FFD (P<.001;F1,38=47.63; R²=.55), e della misurazione con stadiometro (P<.001;F1,38=145.05; R²=.79).

Nell’analisi di correlazione, è stata trovata una correlazione negativa tra il recupero della statura e l’incremento della mobilità durante il test FFD (P<.001, r=.656), così come tra l’altezza guadagnata e il sollievo del dolore percepito (P=.001, r=-.499). Allo stesso modo, i cambiamenti nelle misure effettuate con stadiometro  sono state positivamente correlate ai miglioramenti nel test passivo di SLR (P<.001, r=.537).

DISCUSSIONE

La manipolazione spinale lombosacrale ha raggiunto una riduzione immediata nel LBP auto-percepito. La differenza minimamente importante è definita come la più piccola variazione di risultato nel campo di interesse, che indica un cambiamento dello stato clinico. Per la scala VAS, è stato riportato il variare dai 20mm in LBP cronico ai 35mm in LBP acuto o subacuto. Licciardone et al. Hanno concluso che un sostanziale miglioramento di LBP dopo la manipolazione spinale ha bisogno di rappresentare un cambiamento >50%  in riguardo al punteggio della scala VAS alla baseline.

La percezione del dolore è diminuita del 17±16.57mmnel gruppo di trattamento, che rappresenta un 45.94% di miglioramento in relazione alla baseline (vedi Tabella 3). Sebbene i risultati sono stati vicini ad ottenere significatività clinica, essi devono essere interpretati con cautela poiché i soggetti erano affetti più probabilmente da diversi livelli di LBP. La manipolazione spinale è stata distribuita sulla spina lombosacrale per “aprire” (gap) la giuntura mirata. La posizione distesa sul lato, combinata con la manipolazione spinale sembra essere di beneficio sia per la riduzione del dolore che per l’apertura (gapping) dell’articolazione zigoapofisaria nei soggetti con LBP acuto. Tuttavia, sebbene la manipolazione spinale è stata connessa al sollievo del dolore a breve termine in LBP, c’è ancora una controversia in proposito. Da un lato, la manipolazione spinale ha dimostrato un impatto sul meccanismo di controllo centrale  e sulla regolazione del dolore. Dall’altro lato una recente revisione sistematica  ha concluso che c’è una scarsa testimonianza a dimostrare che la manipolazione spinale è più efficace della manipolazione sham (simulata) per quanto riguarda il sollievo dal dolore. Questa mancanza di prove si deve ad una metodologia di scarsa qualità. Molti studi sulla manipolazione spinale mancano di precedenti stime sulla dimensione del campione e di un CG. Questo studio clinico ha tenuto in considerazione questi aspetti per aumentarne la validità interna. Per quanto riguarda il test passivo SLR, la ROM dell’anca in flessione è aumentata significativamente nel gruppo TG, comparata con la manipolazione sham. Szlezak et al. hanno valutato l’effetto immediato delle mobilizzazioni lombari sui soggetti in salute e hanno trovato un miglioramento significativo nel test passivo SLR (aumento medio 8.50°). Essi hanno poi illustrato le proprie scoperte come una conseguenza di un possibile cambiamento nella neurodinamica dei muscoli posteriori della gamba e delle strutture neurali. I risultati del presente studio nei soggetti con DD erano migliori dopo la manipolazione spinale alla giuntura L5/S1 (13.65°±8.62°) (vedi Tab.3) e hanno superato la variazione minima rilevabile riportata dal test passivo SLR in pazienti con LBP (5.7°-6.6°). Quindi, un miglioramento nella meccano-sensibilità del sistema nervoso sembra essere una ragione plausibile per comprendere il fenomeno osservato. In questo senso, la manipolazione spinale è stata messa in relazione con gli effetti inibitori a breve termine sul sistema motorio umano. Manovre di sensibilizzazione (dorsi flessione della caviglia, flessione del collo, o entrambe) sono necessarie per chiarire che la limitazione durante il test passivo SLR è certamente collegato al sistema neurale. Nel presente studio il suddetto test è stato eseguito con il bacino appoggiato a riposo e la caviglia e il collo in posizione neutra senza movimenti aggiunti. Un’altra possibile spiegazione alle scoperte fatte è un cambiamento del tono e dell’attività del muscolo distale, che è stato percepito come meccanismo riflessivo di tipo protettivo per prevenire lo stress nervoso. Anche se ciò rimane controverso, è stato anche concluso che la manipolazione spinale lombosacrale HVLA mostra un impatto a breve termine sull’attenuazione dell’attività dei motoneuroni alpha. Ciò sembra essere collegato

 

Fig5

 

ad una riduzione del tono muscolare e della percezione del dolore. Tuttavia, questi aspetti (attivazione e tono muscolare) non sono stati misurati e controllati nel presente studio. Sebbene la risposta del test passivo SLR è stata positiva per la gamba valutata, studi futuri dovrebbero estendere l’osservazione ad entrambi gli arti inferiori. La mobilità spinale durante il test FFD è aumentata anche nel TG. La manipolazione spinale regola il sistema somatosensoriale, che inibisce l’iperattività del muscolo paravertebrale e migliora la funzionalità spinale, tra gli altri effetti. Come già detto in precedenza, la manipolazione spinale ha contribuito ad aumentare la mobilità di flessione dell’anca, con un possibile impatto sul test FFD. Studi precedenti hanno concluso che la differenza media nel test FFD dopo l’intervento dovrebbe essere maggiore di 4.5cm o 10cm per avere significatività clinica e per predire un miglioramento della disabilità. Il test FFD è aumentato una media del 3.67±2.09cm nel TG (vedi Tab.3) e solo uno dei soggetti appartenenti al TG è migliorato di oltre 10cm. Perciò il risultato non può essere considerato come clinicamente rilevante. Altri fattori che possono influenzare il test FFD non sono stati presi in considerazione, come  il ROM all’anca, allineamento del bacino sull’anca, tensione del tendine del ginocchio o del muscolo del polpaccio,o entrambi. Il test FFD è migliorato anche nell’analisi intergruppo, nel gruppo CG  (P=.008) (vedi Tab.2), che si è sottoposto ad una manipolazione sham con soggetti in posizione distesa sul lato. Come suggerito, i muscoli paraspinali possono rilassarsi durante il mantenimento della posizione sul lato, con i risultati precedentemente riferiti al test FFD. Tuttavia solo l’effetto meccanico ricevuto dalla spinta sembra essere un elemento chiave per l’efficacia della manipolazione spinale. Ci sono stati solo pochi minuti tra le misurazioni del  pre- e   post-intervento. Pertanto,è anche possibile che la valutazione post-intervento  sarebbe potuta migliorare come una conseguenza del processo di apprendimento derivante dalla valutazione pre-intervento. Per incrementare la validità interna e il valore predittivo degli studi, è stata suggerita la combinazione del test FFD e del test passivo SLR    come miglior opzione nel valutare soggetti affetti da LBP acuto/subacuto. Un significativo cambiamento di altezza è stato trovato nel TG, anche se la quantità media assoluta di crescita era veramente piccola (3.98±1.46mm, vedi Tab.3). Un recupero simile di altezza è stato osservato in pazienti con LBP, dopo un superficiale trattamento termico (4.2±2.4mm), ma anche

Fig6  

in partecipanti senza dolore dopo aver sostenuto flessione lombare e posture in estensione (tra 3.15 e 5.84mm). Negli studi posteriori, le misurazioni erano state fatte con i soggetti in posizione seduta. Inoltre, l’età, che sembra essere legata alla progressione del DD e può influenzare i risultati dello stadiometro, era diversa tra i campioni di studio. L’aumento nell’attività dei muscoli paravertebrali in LBP cronico è stato associato a maggiori carichi di compressione e ad un’inferiore possibilità di recupero dell’altezza, sebbene questa correlazione rimanga solo un’ipotesi. Ciononostante, il processo inverso può essere dedotto. L’impatto della manipolazione spinale sul “gapping” (apertura) e sulla diminuita iperattività paravertebrale può produrre cambiamenti nello stadiometro. Rimane incerto se una singola manipolazione spinale ad una singola giuntura spinale (L5/S1) è sufficiente a spiegare l’immediato recupero dell’altezza. Gli effetti della manipolazione spinale non sono isolati al livello mirato, poiché la manipolazione spinale lombare è solo specifica e accurata la metà delle volte. Allo stesso modo, la postura all’in piedi dipende anche da altri fattori, come l’allineamento del bacino all’anca e la tensione del tendine del ginocchio, tra gli altri, che non sono stati controllati.

Limiti dello studio

I soggetti non sono stati valutati per la durata di LBP. Così, essi potrebbero essere affetti da diversi livelli di LBP. La ricerca include solo uomini e ha valutato gli effetti a breve termine. Sarebbe stato di grande interesse determinare se c’erano effetti legati al sesso. Studi futuri dovrebbero includere uomini e donne e risultati nel medio e lungo termine. Inoltre le credenze di paura-evitamento (fear-avoidance), che sono state legate alla flessione lombare in LBP, non sono state valutate.

Conclusioni

Una tecnica di manipolazione spinale nella regione lombosacrale con soggetto in posizione distesa sul lato diminuisce il LBP auto-percepito nel breve termine e produce un immediato miglioramento nella mobilità spinale in flessione, nell’altezza del soggetto e nella mobilità di flessione dell’anca durante il test passivo di SLR negli uomini con DD.

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a. Dallal GE, 711 Washington St, Boston, MA 02111.

b. Hospital del Mar Medical Research Institute, 88 Doctor Aiguader, Barcelona, Spain 08003.

c. ABS Digimatic Indicator ID-C series 543; Mitutoyo America Corp, 965 Corporate Blvd, Aurora, IL 60502.

d. Mamiraua´ Institute for Sustainable Development, 2.584 Estrada do Bexiga, Bairro Fonte Boa, Tefe´ (AM), Brazil 69470-000.

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