Informativa

Cirillo Miriani

Cirillo Miriani

La maggior parte delle anomalie osservate su RMN non sono in chiara relazione con episodi recenti di lombalgia. Fino a che punto allora servono a contro indicare l'esercizio fisico e altre forme di trattamento conservativo, in soggetti che soffrono di mal di schiena cronico aspecifico?

Kleinstuck ha recentemente indagato su questo argomento con uno studio su 53 pazienti con dolore cronico non radicolare, che hanno preso parte a un programma di fisioterapia attiva durato 3 mesi.

Le anomalie su RMN avevano un 'associazione "minima" con i sintomi presenti all 'inizio dello studio e con le misurazioni del risultato. Dopo molte analisi multivariate, nessuna delle variabili della RMN era associata direttamente al dolore o alla disabilità al termine del programma. E 12 mesi dopo, secondo gli autori nessuna variabile su RMN poteva predire in modo significativo un dolore più intenso o una disabilità più grave.

L'unica anomalia che aveva un 'associazione significativa con il risultato a lungo termine, sembrava avere un effetto protettivo: la presenza di una zona ad alta intensità era associata a un dolore medio significativamente più basso al controllo dopo 12 mesi.

Kleinstuck ha concluso che "malgrado le anomalie strutturali su RMN sembrassero prevalenti nel gruppo di pazienti con lombalgia cronica aspecifica indagati in questo studio, sembra che queste avessero una scarsa influenza sia sui sintomi presenti che sul risultato dopo un trattamento conservativo basato sulle evidenze. Per questo motivo in pazienti di mezza età, le comuni anomalie osservate su RMN non dovrebbero servire da impedimento alla prescrizione di un programma di esercizi di fisioterapia.

Kleinstuck, Spine, 2006 

 

L'uso di farmaci gastro protettori per prevenire acidità di stomaco, ulcere e altri problemi gastrointestinali è notevolmente aumentato nell'ultimo decennio. Ne fanno ricorso le persone che soffrono di mal di schiena o di altri tipi di dolore cronico, per ostacolare e/o prevenire serie complicazioni gastrointestinali associate all'uso a lungo termine di FANS.

Eppure, il rapporto rischio-beneficio di questi farmaci sembra più complicato di quanto si ritenesse in passato. Un nuovo studio di Yu-Xiao Yang ha evidenziato che l'uso prolungato di farmaci gastro protettori potrebbe avere un impatto significativo sulla percentuale di tietture di femore.

Il ricercatore ha considerato un campione basato sulla popolazione, di età superiore a 50 anni. Ha studiato la storia dell'uso di farmaci gastro protettori tra 13.556 casi di frattura dell'anca e tra 135.386 soggetti di controllo. Yang ha riscontrato che l'uso di gastro protettori prolungato per più di un anno era associato a un aumento del 44% di rischio di frattura del femore. E il rischio di frattura aumentava sia con il dosaggio che con la durata della terapia.

L'autore fa notare che l'uso di questi farmaci è assai diffuso e che potrebbe avere un effetto particolarmente dannoso sui soggetti con osteoporosi e altri problemi del metabolismo osseo. Finche non ci saranno nuove evidenze sul ruolo dei farmaci gastro protettori in questo tipo di fiattura, è opportuno che i pazienti ne limitino l'uso.

Yang, JAMA 


 

Lunedì, 26 Maggio 2014 08:35

Postura e pedana balance board wii

wii1

Il programma può essere un valido aiuto per tutti gli osteopati che hanno interesse a valutare e riabilitare il paziente in dinamica posturale, il progetto fa uso di 1 o 2 pedane balance board della wii, che con i suoi sensori va ad implementare il programma stesso che estrapola tutta una serie di dati visibili all'operatore e al paziente, a differenza di altri sistemi, con questo programma possiamo inoltre creare tutta una serie di protocolli di riabilitazione posturale personalizzati e adattati al singolo paziente, il programma è in inglese ma OsteoMedicina lo ha interamente tradotto e apportato alcune modifiche per il miglioramento di gestione del sistema, visto che il software è free e i listati li potete scaricare direttamente dal sito avete anche la possibiltà di apportare modifiche personalizzate per ogni esigenza, il progetto è talmente vasto che non si possono elencare tutte le funzionalità, quello che è certo che i programmatori non si sono risparmiati, hanno creato una grafica eccellente e un contollo posturale perfetto.

Non ci dilungheremo su qualcosa che ci viene offerto gratis, ed è quasi alla pari di tanti sistemi costosi.

Potere scaricare l'intero programma sul sito

http://www.steelwebdesign.com/REU/

Il programma da scaricare è Wiihab, all'interno della cartella troverete tutti i file del codice sorgente, ricordiamo inoltre che sul sito in questione potete trovare video dimostrativi del software.

Se sei interessato al programma tradotto in italiano e completo di protocolli puoi rivolgerti per un preventivo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Venerdì, 16 Maggio 2014 09:17

A proposito di test

test

Prima di eseguire i test, non si deve dimenticare di procedere a un'anamnesi esaustiva quanto più possibile della causa del fastidio o del dolore del soggetto. Bisognerà cercare di ricostruire l'avvenimento o la cascata di avvenimenti responsabili di questo fastidio o di questo dolore. Inoltre bisogna porre attenzione a formulare un'analisi fine quanto più possibile delle informazioni fornite dai diversi test praticati sul soggetto e dalla loro indispensabile correlazione. Questo metodo di procedimento rappresenta il modo più affidabile per avvicinarsi a qualsiasi limitazione articolare dell'articolazione sacro-iliaca. 

Un test come il TFP (per esempio) isolato non ha alcun valore di per sé e non è sufficientemente affidabile per accordargli un valore diagnostico. Bisogna sia ripeterlo più volte sia associarlo ad altri test che vanno nello stesso senso; ciascuno di questi test preso isolatamente dà un eccessivo numero di falsi positivi e di falsi negativi.

La nozione di asse associato al test tissutale rappresenta paradossalmente la parte ancora mobile attorno alla quale si è organizzata la limitazione articolare. 

I test palpatori posizionai non permettono di identificare una reale asimmetria ossea, ma procurano all' osteopata una "sensazione" di posizione nello spazio. 

Bisogna inoltre considerare che i differenti test di mobilità, tissutale, posizionale non sono che dei mezzi diagnostici soggettivi che permettono all'osteopata esperto di avvicinarsi alla maggior parte delle diagnosi e di scegliere la tecnica ottimale più adatta al problema del soggetto. 

In assenza di un'epidemiologia clinica strettamente osteopatica, bisogna distinguere i test effettuati su dei soggetti sani e giovani che daranno un valore predittivo negativo, essendo la prevalenza della limitazione articolare poco importante, dai test effettuati su pazienti con fastidio e dolore che daranno un valore predittivo positivo, essendo molto elevata la prevalenza della limitazione articolare. 

Non dimentichiamo che molteplici sono gli assi, ma per convenzione se ne prendono in considerazione solo tre, il problema e che quasi tutti i test che effettuiamo hanno una componente bidimensionale in quanto il terzo asse è inibito dalla posizione assunta dal paziente e di conseguenza interdetto dal mezzo che lo sostiene, ad esempio il lettino su cui operiamo, lo stesso vale anche per le manovre che dovremmo effettuare sul paziente, risulta necessariamente porre l’attenzione al posizionamento del soggetto, in quanto il controllo assiale tridimensionale del segmento interessato alla manovra correttiva, risulta comunque bidimensionale di conseguenza l’input dell’osteopata deve prevedere questa problematica e porre in essere tutte le modalità tali da ridare mobilità al segmento senza creare un ulteriore cross-over , che si rifletterà attraverso la manovra effettuata, sulle parti non soggette a limitazione articolare, semplicemente per compensazione.

Mercoledì, 07 Maggio 2014 08:44

La provocazione

 diploma

Quello che  leggerete nell’articolo di questo post è una critica aspra all’osteopatia cranio-sacrale, scritto da  Steve E Hartman, ordinario del Department of Anatomy, College of Osteopathic Medicine, University of New England, Biddeford, ME, 04005, USA.

Secondo il modello originale di osteopatia cranica, movimenti intrinseci e ritmici del cervello umano provocano fluttuazioni del liquido cerebrospinale e cambiamenti relazionali specifici tra le membrane durali, le ossa del cranio e l'osso sacro. Gli osteopati credono di poter modificare i parametri di questo meccanismo palpando il cranio a vantaggio della salute del paziente.

Questo regime di trattamento privo di una spiegazione biologicamente plausibile, non mostra l'affidabilità diagnostica, e offre poca speranza a coloro che sperano in un effetto clinico diretto in quanto scientificamente non sarà mai dimostrato. Infatti  i risultati della ricerca sono uniformemente negativi, sulla metodologia  "craniale" rimangono comunque popolari per molti medici e pazienti.

Tutti gli studi sui risultati mostrano che queste tecniche non producono un effetto clinico diretto e positivo, e dovrebbero essere eliminati da tutti i corsi accademici di osteopatia e non; inoltre le compagnie assicurative (solo americane) dovrebbero smettere di pagare i medici che la praticano, ed i pazienti a cui viene somministrata e  dovrebbero investire tempo, denaro e salute altrove.

"La verità è grande, certo, ma considerando la sua grandezza, è curioso vedere che si tende a prendere ciò che prevale rispetto a ciò che è provato." - TH Huxley, 1894

Con tutto quello che ho imparato in questi anni inerente al credere dell’uomo, mi rimane difficile capire come si possa influenzare  il  comportamento umano con delle insignificanti baggianate. Ad esempio, la medicina basata sulla scienza del 21° secolo è costretta a far fronte alle numerose truffe con quelle medicine  eufemisticamente denominate "complementari" o "alternative" come:  l'omeopatia, tocco terapeutico, riflessologia, aromaterapia, magnetoterapia ... e via dicendo. Una forma di assistenza sanitaria di particolare interesse per i lettori di questa rivista, che può ragionevolmente essere etichettato come "alternativa", è l'osteopatia craniale o terapia cranio-sacrale. Secondo il modello originale di osteopatia cranica, movimenti intrinseci e ritmici del cervello umano (indipendente di ritmi respiratori e cardiovascolari), provocano fluttuazioni del liquido cerebrospinale e cambiamenti relazionali specifiche tra le membrane durali, le ossa del cranio e l'osso sacro. Gli osteopati credono di poter modificare i parametri di questo meccanismo palpando il cranio a vantaggio della salute del paziente.

Concentrandosi sull’osteopatia cranica e ispirato dalla recente collisione con la realtà di un prescientifica, fantasticheria di un medico nel sud del Maine, vi racconto una bella favola.

C'era una volta ...

... Con le migliori intenzioni, William Garner Sutherland inventore dell’osteopatia cranica.

Nel corso degli anni, i praticanti di questa disciplina si sono convinti che con una delicata palpazione del cranio, guidati attraverso la comprensione degli scritti di Sutherland sul meccanismo respiratorio primario, si potrebbe migliorare una gamma incredibile di malattie che si manifestano in tutto il corpo umano.

Nel corso degli anni, in tanti contesti formali (cliniche o università) ed informali, sempre più studenti e professionisti hanno imparato le tecniche di Sutherland (o di Upledger.. fa lo stesso) sul meccanismo cranio-sacrale e semplicemente con aneddoti e senza nessuna ricerca scientifica hanno influenzato tantissimi pazienti.

Infatti tanti pazienti sono stati guariti e tanti medici hanno fatto carriera, e tutto sembrava andare per il verso giusto, fino a quando la realtà ha iniziato a pesare.

Quale realtà ha iniziato a pesare? 

Vediamo dove la favola non ha un lieto fine, analizzando i punti critici di questa metodologia.

1) Non esiste un fondamento logico, del meccanismo respiratorio primario (compreso l'adeguamento "craniosacrale" di Upledger), infatti tutte le ricerche effettuate non hanno ottenuto risultati apprezzabili:

A. Prove biologiche e di buonsenso invalidano interamente il meccanismo di Sutherland.

B. Diagnosi basate su questo meccanismo dispongono di una bassa affidabilità se non addirittura inaffidabili. Non ci sono prove, che i diversi operatori percepiscono uguali sensazioni alla palpazione craniale, o addirittura che le sensazioni percepite siano in effetti irreali.

2) Dopo più di un secolo, di ricerche senza successo e di case-report praticamente inaffidabili con sensazioni e percezioni totalmente diverse tra i vari operatori, i praticanti di tale disciplina non hanno alcuna prova scientifica che le loro azioni terapeutiche, hanno realmente un effetto diretto sulla salute del paziente, tuttavia dato che non possono smentire se stessi continuano a praticarla.

Dal 2002, il Dr. James Norton e io, insieme o separatamente, pubblicamente o privatamente, e in molte occasioni abbiamo condiviso il nostro scetticismo "sulla cranio-sacrale" con i colleghi di tutto il mondo, compresi quelli alla American Osteopathic Association, il National Board of Osteopathic medici esaminatori (USA), e il Journal of American Osteopathic Association. Inoltre, abbiamo offerto la nostra collaborazione, a tutti  i lettori di Riviste Scientifiche di Medicina Alternativa (Stati Uniti), Fisioterapia (Stati Uniti) , Ostium (Australia), L'Osteopata (Regno Unito), The International Journal of Osteopathic Medicine (Regno Unito), che ci fornissero impressioni critiche basate sull’evidenza scientifiche che smentissero le nostre concezioni sulla materia, visto che molte delle nostre pubblicazioni sono critiche e contro questa tipologia di trattamento, abbiamo invitato con lettere, email, messaggi e comunicazioni personali, i praticanti a informarci sul loro lavoro scientifico in modo da convincerci  di aver interpretato in maniera non ottimale la materia in questione. La conoscenza di una produzione scientifica significativa tale da indurci  a riconsiderare le nostre conclusioni negative per quanto riguarda il meccanismo biologico, l'affidabilità diagnostica nonchè l'efficacia clinica dell’ osteopatia craniale o terapia cranio-sacrale. Dopo quattro anni dalla nostra prima pubblicazione congiunta, non abbiamo avuto nessuna  contestazione di merito o di lavoro, tutto questo silenzio ci suggerisce che le nostre osservazioni sono giuste e non hanno bisogno di modifiche.

La Fine della favola…..

Possiamo affermare che le cure terapeutiche di molti osteopati cranio-sacrali, derivano direttamente dalla ormai invalidato e anomalo meccanismo respiratorio primario. Questo significa che a tutt’oggi gli operatori crani-sacrali non hanno la più pallida idea della biologia del meccanismo di Sutherland per poter spiegare quello che fanno o perché credono che tale terapia funziona. Alcuni medici della mia università di medicina osteopatica pur di difendere ed essere fedele a questo meccanismo inesistente, si aggrappano sugli specchi, come se fosse una "metafora insegnamento" ... perché altrimenti mancando anche questa spiegazione biologica data da Sutherland, fallisce sia la proposta diagnostica che  quella terapeuticha. 

Molti medici per evitare le critiche, si basano, sulle loro percezione (ma scientificamente prive  di qualsasi  significato) e il successo clinico personale. Molti praticanti invece considerano il meccanismo biologico cranio-sacrale pur di evitare di rinnegare Sutherland come concezione fisica di meccanica quantistica.

Quindi il meccanismo respiratorio primario è andato e finito non ci sono prove di efficacia e non è sostenuto da evidenze scientifiche... ma l’osteopatia craniale o terapia craniosacrale, resiste ed esiste ancora, si insegna in tutte le scuole di medicina osteopatica degli Stati Uniti e altrove è testato per  come per la medicina ordinaria attraverso una serie di esami di profitto, ed è praticata come la medicina ordinaria in tutti gli  Stati Uniti e all'estero. I praticanti della medicina cranio-sacrale hanno costruito la loro carriera professionale sulla una fantasia di un uomo, ed è comprensibilmente che dopo tanti anni a studiare una favola è difficile  disimpegnarsi.

Come scienziato in questa epoca basata sulle evidenze, ho concluso che l'osteopatia craniale è un sistema di credenze pseudoscientifiche, conservazione del mito da parte sia del pazienti che degli operatori, attraverso una convinzione psicologia personale e sociale dell'uomo. Resto fiducioso che i professionisti delle discipline sanitarie che sposano  queste tecniche, soprattutto l’osteopatia craniale  avranno  il coraggio di abbandonarla.

Studi scientifici adeguatamente controllati in un futuro se mostreranno un effetto diretto e positivo sulla salute del paziente saremo ben lieti di accettarli. Fino a quando queste evidenze scientifiche sulla cranio-sacrale  non saranno accertate, la disciplina nonchè l’insegnamento e la materia stessa deve essere eliminata dai curricula accademici, dalle università e dalla pratica quotidiana.

Steve E. Hartman

Articolo completo: http://www.biomedcentral.com/1746-1340/14/10

Domenica, 24 Agosto 2014 00:00

Introduzione alla kinesiologia

Introduzione alla Kinesiologia applicata

ka 

All'inizio del test muscolare manuale, il medico chiede al paziente di contrastare la pressione da lui esercitata; la pressione fornita dal medico risveglia una sensazione di blocco muscolare. Quando si percepisce il blocco, il medico aumenta la pressione per sopraffare la contrazione isometrica del paziente, portando il muscolo ad una contrazione eccentrica; in altre parole, il medico esercita una pressione per allungare il muscolo, mentre il paziente cerca di bloccare il movimento. Uno dei fattori più importanti in questo tipo di test è la capacità del sistema nervoso del paziente di eseguire il blocco del muscolo che va a contrapporsi alla pressione dell'’ esaminatore, e di continuare ad adattare il muscolo ai cambiamenti di pressione impostogli. Il medico è spesso in grado di percepire la debolezza di un muscolo, perché l'adattamento di quest'ultimo alle variazioni di pressione è lento. 

Se l'esaminatore applica una lenta pressione, consentendo cosi al muscolo di adattarsi, il muscolo stesso risulterà forte. 

Il “break test technique” è un test muscolare manuale che porta il muscolo dalla contrazione isometrica a quella eccentrica; questo tipo di test, è quello che più si avvicina alla prova muscolare kinesiologica. 

Nell'attuale congiuntura lo "strumento" più indicato per eseguire un test muscolare manuale è un esaminatore ben preparato che utilizzi la sua percezione del tempo e della forza combinata ad una profonda conoscenza dell'anatomia e la fisiologia dei test muscolari. Questa combinazione ha dato degli esiti positivi quando si sono comparati gli studi eseguiti da vari esaminatori.

Quando si vogliono mettere a confronto due test muscolari, la tempestività è un fattore determinante. Il momento più cruciale nell'applicare la pressione durante un test muscolare manuale è quello iniziale. 

Il metodo abituale da noi trattato in questa guida, consiste nel fatto che il medico esercita una certa resistenza alla contrazione isometrica del paziente, mediante una pressione crescente che porta il muscolo alla contrazione eccentrica; questo è un test muscolare 'doctor - induced.' Si ipotizza che questo procedimento metta alla prova il sistema gamma I e II, il test ‘patient-induced' si ha quando lo sforzo viene avviato dal paziente che contrae in modo concentrico il muscolo, mentre il medico cerca di ostacolare l'azione. In questo caso, il sistema considerato è quello gamma II. Nella maggior parte dei casi, i due tipi di test si equivalgono. 

Uno degli obiettivi principali della prova muscolare manuale in K.A. è quello di isolare, nel modo più radicale, il muscolo esaminato. Durante tutti i test, ad eccezione dei muscoli che fanno muovere le falangi distali delle dita delle mani e dei piedi, si verifica un sinergismo. La posizione di partenza del test muscolare è quella che favorisce il muscolo preso in esame, mentre i muscoli sinergici sono in posizione di svantaggio. Quando il muscolo esaminato risulta debole, la reazione spontanea del paziente consiste nel modificare la posizione assunta, cercando di reclutare i muscoli sinergici. Un esaminatore esperto impara sia dall'osservazione dei movimenti del paziente, che dalla percezione della forza sprigionata dal muscolo esaminato. Un paziente steso sul fianco che ha un gluteo medio debole, per poter abdurre l'anca farà ruotare il bacino sul lato esaminato in senso posteriore per consentire l'allineamento del muscolo tensore della fascia lata. 

I risultati del test muscolare potrebbero essere alterati se il paziente accusa dolore durante l'esame. Quando si cerca di sprigionare la massima potenza muscolare, il muscolo potrebbe infatti rilasciarsi a causa del dolore, e non in seguito a stanchezza o a debolezza. In genere è facile capire quando la debolezza è provocata dal dolore; in ogni caso, chiedete al paziente di segnalarvi l'eventuale dolorosità risentita. L'insorgere del dolore non pregiudica il test; al contrario, ciò vi permetterà di ottenere delle informazioni utili e  di stabilire quale sia la causa della disfunzione, ed è un incoraggiamento per il paziente di vedere che il medico capisce la sua situazione.

Kinesilogia applicata: David S. Walther, DC

 

 

Venerdì, 25 Aprile 2014 13:14

Pubblica la tua tesi

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La pubblicazione su Osteomedicina è totalmente gratuita.

 

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Ogni anno, solo in Italia, si discutono tantissime  tesi di osteopatia più quelle dei Master. Ognuna di queste tesi contiene una piccola parte di sapere. Immaginiamo  di riunire tutte queste parti in un unico contenitore, visibile da ogni luogo e in qualsiasi momento. Immaginiamo quanti possono accedere a questo contenitore e condividere le tue stesse idee e su quelle costruire un nuovo studio scientifico che convalida ancora di più la scienza dell’osteopatia.

Tutto questo con il tuo contributo.

 

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Giovedì, 24 Aprile 2014 14:10

Il reflusso gastroesofageo

IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO

 

Cannabinoidi endogeni

Cannabinoidi endogeni attivano i recettori dei cannabinoidi nel cervello e suscitano effetti che alterano l'umore. Effetti paralleli (ad esempio, ansiolisi, analgesia, sedazione) possono essere provocati da un trattamento manipolativo osteopatico (OMT), alcune ricerche hanno dimostrato che il sistema delle endorfine non è responsabile degli effetti che alterano l'umore attraverso l’OMT. Gli autori invece ricercano se l’OMT possa generare effetti cannabimimetica, su 31 soggetti sani in uno studio a doppio-cieco , controllato e randomizzato misurando i cambiamenti nei punteggi dei soggetti su Scala Drug Reaction (DRS). Gascromatografia ionizzazione chimica e spettrometria di massa sono stati utilizzati per determinare i cambiamenti nei livelli sierici di anandamide (AEA), 2 - arachidonoilglicerolo (2-AG) , e oleylethanolamide (OEA). Nei soggetti trattati con l’OMT, i risultati DRS post-trattamento sono aumentati in modo significativo per i marcatori cannabimimetica buono, calmo, affamato, testa leggera, e lapidato, mentre un punteggio significativo è diminuito per i marcatori, inibito, sobri e scomodo. Livelli di AEA post-trattamento medio ( 8.01 pmol / mL) è aumentato del 168% rispetto ai livelli pre-trattamento (2.99 pmol / mL) , i livelli medi OEA sono diminuiti del 27%, e non sono intervenute variazioni nei livelli di (2–AG), nel gruppo che ha ricevuto l’OMT. I soggetti del gruppo che hanno ricevuto un trattamento manipolativo non osteopatico si sono registrate risposte DRS miste, sia con aumenti che diminuzioni dei risultati per i marcatori cannabimimetica e non cannabimimetic ma principalmente senza cambiamenti nei livelli SERA. Quando i cambiamenti nel siero AEA sono stati correlati con i cambiamenti nei risultati DRS dei soggetti trattati con l’OMT, c’è stata una maggiore correlazione AEA e un aumento dei marcatori freddi e razionali, e sono diminuite le sensazioni per i marcatori cattivi, paranoici e caldi. Gli autori propongono che la modalità di guarigione comunemente associata a cambiamenti nel sistema endorfinico , attraverso l’OMT , possono in realtà essere mediati dal sistema endocannabinoide.

    1. John M. McPartland, DO
    2. Andrea Giuffrida, PhD
    3. Jeremy King, MSc;
    4. Evelyn Skinner, DO
    5. John Scotter, MSc
    6. Richard E. Musty, P

    Author Affiliations

        From Unitec Institute of Technology in Auckland, New Zealand (McPartland, King), the University of Texas at San Antonio's Department of Pharmacology (Giuffrida); Twig Osteopathic Centre in Wellington, New Zealand (Skinner), the University of Auckland's Department of Physiology (Scotter), and the University of Vermont's Department of Psychology in Burlington (Musty).

        1. Address correspondence to John M. McPartland, DO, 53 Washington Street Ext, Middlebury, VT 05753-1288. E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
        Mercoledì, 16 Aprile 2014 08:55

        L'ossido nitrico

        L'ossido nitrico come un possibile meccanismo per la comprensione degli effetti terapeutici della medicina osteopatica manipolativa 

         Ossido Nitrico

        In tutta la storia della medicina, abbiamo visto la progressione di terapie mediche da quelle empiriche a quella contro-intuitive, la comunità scientifica cerca di indentificare le modalità per distinguere le due tecniche. Questo modo di vedere le cose ha dimostrato l'efficacia di numerose tecniche terapeutiche moderne che sono state adattate nella medicina moderna con notevole successo. Molte di queste tecniche producono risultati positivi , però i meccanismi con cui questi risultati vengono raggiunti non sono stati pienamente e scientificamente dimostrati. Consideriamo il caso della medicina manipolativa osteopatica ( OMM ), che rappresenta una tecnica specialistica sviluppata oltre un secolo e mezzo fà , come trattamento non invasivo per numerose malattie. L'intenzione è quella di spiegare il meccanismo attraverso il quale le manipolazioni osteopatiche aiutano il paziente, infatti il meccanismo per cui tale scienza è funzionale è dato dal fatto che nelle normalizzazioni osteopatiche si crea un aumento dell' ossido nitrico (NO). Dato dal rapporto tra i movimenti muscolari e quelli dei fluidi interstiziali, che si attua durante una seduta di osteopatia al tessuto vascolare e nervoso, in questo modo le manipolazioni possono causare un notevole aumento della concentrazione di NO nel sangue e nei vasi . Questi risultati combinati con la straordinaria quantità di ricerche sugli effetti benefici del NO, forniscono un quadro teorico e pratico per spiegare gli effetti terapeutici della OMM.

        Introduzione

        La nitroglicerina è un potente esplosivo che scoppia quando è sottoposto a pressione o riscaldamento. La stessa molecola, però, può salvare la vita in caso di infarto. Una piccola dose di nitroglicerina, infatti, si decompone lentamente liberando ossido nitrico (NO) che poi diffonde fino alle cellule muscolari che circondano i vasi sanguigni e ne provoca il rilassamento. Questo produce una vasodilatazione che migliora il flusso sanguigno. Le proprietà terapeutiche della nitroglicerina sono note da più di un secolo, ma solo recentemente gli scienziati hanno scoperto il meccanismo d'azione dell'ossido nitrico.

        NO Problem
        L'ossido nitrico è un gas incolore molto reattivo perche è un radicale libero, la sua molecola (NO) è formata da un atomo di azoto legato ad un atomo di ossigeno. Nel nostro corpo viene usato per due scopi diversi, per trasmettere un segnale o come sostanza tossica di difesa. 
        Quello che agisce da messaggero viene prodotto in continuazione a bassi livelli dalle cellule e controlla la contrazione delle cellule muscolari e la crescita delle cellule nervose. L'ossido nitrico è particolarmente efficace come messaggero: diffonde rapidamente perché la sua molecola è molto piccola e apolare, ma rimane abbastanza localizzato perché è molto reattivo e viene distrutto rapidamente. 
        L'ossido nitrico può anche agire come sostanza tossica grazie alla sua grande reattività. I macrofagi, cellule del sistema immunitario, lo utilizzano per uccidere i patogeni insieme con altri composti reattivi dell'ossigeno.

        NOS 

        Le cellule animali producono tre tipi di ossido nitrico sintasi (NOS) che generano ossido nitrico per le diverse funzioni. 

        La NOS neuronale e la NOS endoteliale producono continuamente bassi livelli di NO che agisce rispettivamente come neurotrasmettitore e come vasodilatatore. 
        La NOS inducibile, invece, produce maggiori quantità di NO che risultano tossiche e servono per combattere i patogeni. 
        Tutti e tre questi enzimi sono complessi e sono composti di molte subunità che svolgono funzioni diverse. I ricercatori sono riusciti a determinarne la struttura scomponendoli nelle singole parti. 
        La subunità che si trova in alto (chiamata subunità ossidanteproduce NO con l'aiuto di un gruppo eme (rosa) che aggiunge un atomo di ossigeno, proveniente da O
        2, all'azoto in catena laterale di un amminoacido di arginina (gialla) che viene trasformata in citrullina.
        Questa è stata la prima subunità ad essere studiata con la cristallografia ed è stata determinata dapprima su una NOS inducibile e in un secondo momento su una NOS neuronale. 
        La subunità (chiamata subunità riducente) dona elettroni e contiene coenzimi riducenti come NADPH, FAD, FMN
        Il breve segmento che unisce le due subunità  è legato alla calmodulina (codice) che controlla il flusso di elettroni.

        Dire NO
        Nel caso della NOS endoteliale, il messaggio portato da NO è ricevuto dall'enzima guanilato ciclasi solubile, un enzima complesso che inizia una catena di eventi a cascata all'interno della cellula. Quando si lega ad una molecola di NO, l'enzima si attiva e trasforma GTP in GTP ciclico (cGTP). Questa molecola agisce quindi come secondo messaggero attivando delle chinasi che a loro volta fosforilano la miosina provocando il rilassamento delle cellule muscolari. 
        Come NOS, anche la guanilato ciclasi solubile è un enzima complesso formato da molti domini che è stato studiato per parti dai cristallografi. 
        La porzione che lega NO vede un gruppo eme  che lega l'ossido nitrico.
        La porzione ciclasi legano queste due parti.
        L'ossido nitrico si lega obliquamente all'atomo di ferro che si trova al centro dell'eme. 

        Esploriamo la Struttura

        Le tre isoforme di NOS sono molto simili e quindi i ricercatori stanno cercando di sfruttare alcune piccole differenze per creare un farmaco che ne blocchi una senza influenzare le altre due. Questo sarà molto utile per curare alcune malattie, per esempio la iNOS, ossido nitrico sintasi inducibile, ha un ruolo chiave nello sviluppo del morbo di Parkinson e in quello di Alzheimer e anche nella sclerosi multipla, quindi farmaci in grado di bloccare la iNOS, ma non le altre due, potrebbero aiutare nel trattamento di queste malattie.
        Purtroppo, però, i siti attivi delle tre isoforme di NOS sono praticamente identici e quindi i ricercatori stanno sintetizzando dei farmaci più grandi che arrivino ad interagire anche con altri punti dell'enzima dove si manifesta una differenza.
        Il normale sito catalitico di una NOS neuronale che contiene una molecola di arginina  che ha gli atomi di azoto vicini al ferro sopra l'eme dove lega la molecola di O
        2 per la sintesi di NO. 
        Il sito attivo quasi identico di una NOS inducibile  con un farmaco inibitore che occupa lo spazio normalmente destinato all'arginina impedisce la sintesi di NO.

        Spunti per Ulteriori Esplorazioni

        1. La ossido nitrico sintasi è anche presente in alcuni batteri. 
        2. Negli archivi PDB si trovano le strutture di molti farmaci sperimentali legati al sito attivo di NOS. 

        Bibliografia

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